Giovedì, 18 Agosto 2005 - Sant'Elena, imperatrice  

LA VALNERINA
Frate Francesco d'Assisi e la Valnerina
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Montefranco: convento di San Bernardino da Siena
BORGO CERRETO

BORGO CERRETO

Borgo Cerreto: convento di San Lorenzo (già San Francesco, foto anni ‘50)

 

 

A

Borgo Cerreto era il complesso monastico francescano noto come San Francesco “de Burgo”. La prima notizia risale al 1232, quando il Rettore pontificio Milone, vescovo di Beauvais, nella discordia insorta tra il castello di Cerreto e Spoleto, interpose la mediazione dell’influentissimo frate Elia, il quale, per sancire la pace, inviò sul posto i frati Michele e Tommaso (la conciliazione venne fatta l’anno seguente). I francescani ottennero dai vallombrosani la chiesa prossima al fiume Nera. Fra i numerosi centri minoritici della Valle del Nera, quello di Borgo Cerreto divenne uno dei più importanti. Dal 1517 appartenne ai conventuali.

 

Il Sacro edificio, intitolato dapprima a San Francesco e successivamente a San Lorenzo, fu innalzato, sembra, sulle rovine di una precedente chiesa dedicata a San Basso, vescovo e martire vissuto nel sec. III, le cui reliquie erano venerate nella diocesi di Fermo. Sul terreno pianeggiante lungo il fiume, la chiesa e l’edificio conventuale che vi si congiunge con un unico lungo braccio, ortogonale ad essa, conservano, quasi intatto, il sorvegliato decoro che possedevano quando sorsero oltre sette secoli or sono.

La facciata, in pietra concia rossastra, a due spioventi, non presenta altri ornamenti tranne quelli finemente scolpiti del portale archiacuto - con fasci di colonnine nella strombatura e ghiere nell'arco - e del piccolo rosone, il cui effetto è andato pressoché perduto con il restauro. L’interno vede una spaziosa navata rettangolare, coperta a capriata, e un coro a terminazione rettilinea, coperto da crociera a costoloni poggianti su peducci. L’eliminazione dei numerosi altari e di altre aggiunte del sec. XVII - eseguita alcuni decenni fa con criteri di ripristino indiscriminatamente medievalistico - ha restituito solo in parte l’interno originale e la sua decorazione a fresco e, ciò che è più grave, ha provocato la dispersione degli elementi rimossi. Delle pale d’altare, è rimasta solo una “Madonna con i Santi Antonio da Padova, Filippo Neri, Francesco di Sales e Francesco d’Assisi”, interessante centone di celebri modelli seicenteschi romani. La pala dell’altare maggiore raffigura il “Martirio di San Lorenzo”.

Gli altri affreschi, generalmente danneggiati e frammentari, non hanno sempre guadagnato leggibilità dopo il restauro. Nella controfacciata a destra è una “Madonna della Misericordia”, dei primi del sec. XV. Nella parete destra sono resti di affreschi votivi del sec. XIV. Sono inoltre ammirabili: “Crocifissione”, della prima metà del sec. XIV; “Madonna in trono”, “Santo vescovo” (San Basso?), “Santa martire, Sant’Antonio Abate, Madonna e Sant’Antonio Abate”. in una nicchia “Madonna e i Santi Giacomo, Basso (?), Antonio Abate, Leonardo”; sul muro d'angolo: “San Ludovico da Tolosa”, del sec. XIV. Nella controfacciata a sinistra: “Madonna di Loreto”, datato 1507; quattro “Santi”, della fine del sec. XV. Nella parete sinistra: “San Domenico”, della prima metà del sec. XIV; “Eterno Padre e Annunciazione”, della maniera degli Angelucci; “Crocifisso” scolpito del sec. XVII; “San Vincenzo Ferrer”, statuina lignea del principio del sec. XIX; “Santa Caterina, Deposizione e Crocifissione”, di un maestro umbro del primo Trecento; “Madonna del Rosario”, della maniera degli Angelucci; “Predica agli uccelli”, del sec. XIV; “Madonna in trono”, sul muro d’angolo, della prima metà del sec. XIV.

Nella parete di fondo del coro gli affreschi si distinguono, secondo la cronologia, in tre gruppi. Il più antico, riferibile ai primi anni del sec. XIV, comprende le due grandi immagini del “Crocifisso” ai lati della monofora (a sinistra, nell’iconografia simbolica della croce che si innalza sulla figura di Adamo, purificato dal sangue di Cristo; a destra, nell'iconografia storica del Cristo in croce con a fianco la Maddalena) e la lunetta di incerto soggetto, di cui restano due figure di offerenti. Il secondo, in basso ai lati, comprende: “San Ludovico e la Madonna” del sec. XV. Il terzo, mutilo, è costituito dal riquadro sotto la monofora, ornato di ricca cornice e di candelabro e raffigurante la “Madonna in trono con San Francesco e un altro Santo francescano”. Le candelabre recano la data 1507 e il nome frammentario dell'autore, «Tadeus de... ona», forse un buon seguace di Antoniazzo Romano.

Un'epigrafe conservata in sacrestia ricorda l'esistenza a Borgo Cerreto di bagni d'acqua alcalina, in vocabolo Camperò: «Bagni di Cerreto. Questa acqua salutevole cura reni, stomaco, bile e fegato e allontana ogni morbo. 1653».

 

Cerreto di Spoleto: chiesa di Santa Maria di Costantinopoli

 

Parlando di Cerreto utile accennare alla chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, dove i francescani vissero dal 1690 sino al 1866. I servi di Dio che abitarono detto luogo: padre Petronio da Bologna e padre Remigio da Vineale, fecero ricordare i tempi eroici del primitivo francescanesimo.

 


Paolo Rossi
paolorossi62@tele2.it



 
 



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